23 - 24 LUGLIO 2011: NEL GRUPPO DELLE ALPI BELLUNESI
VALLE DEL VAJONT - FORESTA DEL CANSIGLIO
Partenza da Mantova ore 06.30 con pullman
Si raggiunge Longarone, si sale alla diga del Vaiont, m. 960. Visita alla diga con passeggiata sulla stessa attraverso passerelle metalliche.
LA DIGA DEL VAJONTNegli ultimi anni è avvenuta una ripresa di interesse verso la diga e la tragedia del Vajont e si sono fatte frequenti le visite guidate da parte di specialisti interessati agli aspetti scientifici della diga ma anche di gente comune. L'ENEL, oggi proprietaria delle strutture e dei terreni, ha aperto al pubblico nell'estate 2002 la prima parte del coronamento sopra la diga, affidando ad alcune associazioni del territorio (tra cui l'Associazione Pro Loco di Longarone) il compito di gestire le visite guidate. I turisti possono ora accedere ai primi venti metri di coronamento, pur senza la prenotazione, per osservare con i propri occhi l'impressionante scenario della frana del Monte Toc e della valle sottostante di Longarone.
Non si possono ancora perlustrare, invece, le gallerie interne alla montagna.
Dal parcheggio, si sale col sentiero "Troi de Moliesa" a Casso m. 964 (ore 1). Visitato questo caratteristico paesino, si consuma il nostro spuntino al sacco presso un bar locale. Questa escursione è facoltativa, chi non se la sente di farla può raggiungere direttamente Casso con bus.
Subito dopo lo spuntino, con il nostro bus che nel frattempo è salito a Casso, si scende in valle per raggiungere Erto. Questi due borghi antichi sono diventati tristemente famosi per essere stati investiti dall'onda sollevata dalla caduta della frana del monte Toc nel bacino idroelettrico sottostante. Con questa escursione si può capire chiaramente la dinamica e le cause della tragica catastrofe della notte del 9 ottobre del 1963 alle ore 22.39: una frana di 260 milioni di metri cubi che causò ben 1910 vittime.
Si prosegue sulla S.S. 251 percorrendo la spettacolare Val Cellina fino a Barcis dove si può ammirare un grazioso laghetto. Continuando per strada statale, attraversato il centro di Aviano si raggiunge l'abitato di Polcenigo dove andremo a visitare un'oasi naturalistica di estrema bellezza: le sorgenti del fiume Livenza, dove è possibile fare una facile passeggiata al fianco in un fiume con acque limpidissime. All'interno del parco si trova il Santuario della Santissima.
Dopo questa interessante visita, si inizierà a salire fino ai 1000 metri di quota dell'altopiano del Cansiglio.
La comitiva sarà alloggiata presso il CENTRO CASEARIO E AGRITURISTICO DEL CANSIGLIO La vecchia latteria sociale è stata completamente ristrutturata e oggi è composta di 11 camere doppie ed una singola, tutte con bagno, una sala convegni attrezzata per proiezioni e una ricca biblioteca con testi riguardanti il comprensorio Alpago-Cansiglio. Oltre al pernottamento l'agriturismo propone ai suoi ospiti una colazione con i prodotti biologici tipici del Centro Caseario, di produzione locale.
IL CANSIGLIOL'altopiano del Consiglio si eleva rapidamente dalla pianura sottostante oltre i 1.000 m d'altitudine. Si tratta invero di una conca "coronata" da alcune cime rocciose: a sud-ovest il Costa, la Cima Valsotta, il Millifret e il Pizzoc, che lo dividono dalla Val Lapisina, ad est il gruppo del Cavallo, oltre il quale si trova il Piancavallo.
Sull'altopiano sono presenti vari fenomeni di origine carsica, in particolar modo doline e foibe. I più celebri sono il Bus de la Lum, il Bus della Genziana e l'Abisso del Col della Rizza; sono tutti e tre molto profondi, circa 200 m il primo, 585 m il secondo e 794 il terzo. Il Bus de la Lum, che in italiano significa "buco della luce" ricorda l'antica consuetudine di gettarvi le carcasse dei capi di bestiame morti per malattia, cosa che dava frequentemente luogo a fuochi fatui.
Quasi tutto il suo territorio è ricoperto da selve che prendono nell'insieme il nome di bosco o foresta del Cansiglio. Predomina soprattutto la faggeta, autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma sono presenti ampiamente specie non autoctone, come le aghifoglie (soprattutto abete rosso). Le particolarità climatiche della conca, inoltre, fanno sì che la distribuzione delle specie vegetali sia invertita, per cui piante tipiche degli ambienti più freddi si trovano a basse altitudini e viceversa. Vasti spazi, ubicati soprattutto nella conca, sono adibiti a pascolo e ancor oggi vi si pratica la pastorizia (ovini e bovini soprattutto).
Nel 2005, nella parte bellunese del Cansiglio, precisamente nella località detta "Val Menera" è stata misurata la temperatura minima di -35,4 °C all'altitudine di 905 metri slm.
LA COMUNITÀ CIMBRASul Pian del Cansiglio sopravvive una minuscola isola linguistica cimbra. Fanno parte della stessa stirpe dei cimbri dell'Altopiano di Asiago poiché i loro antenati si mossero dal villaggio di Roana. Essi raggiunsero per la prima volta il bosco nel 1707, prosperando grazie alle loro abilità di scatoleri (costruttori di scatoi, scatole generalmente in legno di faggio). Le migrazioni si fecero stabili dall'inizio dell'Ottocento, quando, con l'arrivo di Napoleone, la comunità cimbra dei Sette Comuni si trovò in difficoltà a causa della perdita degli antichi privilegi che, sin dal medioevo, le avevano garantito una certa autonomia. Attualmente il loro numero, dalle 280 unità censite nel 1877 (ma dovevano avere toccato un picco di oltre 500), è fortemente diminuito e la sopravvivenza della comunità è messa a repentaglio soprattutto a causa della scarsa tutela culturale.
I villaggi cimbri dell'altopiano sono Vallorch e Le Rotte nel comune di Fregona (TV), Val Bona, Pian dei Lovi, Canaie Vecio, e Pian Canaie nel comune di Tambre (BL), Campon, Pian Osteria e I Pich nel comune di Farra d'Alpago (BL). Molti di questi villaggi sono costituiti da pochi fabbricati talvolta ridotti allo stato di ruderi e la maggior parte sono abitati solo stagionalmente.
Dal 2004, nel mese di settembre (terza domenica) l'altipiano è attraversato dall' Ecomaratona dei Cimbri, una gara nata per far conoscere il popolo cimbro ed il suo territorio.
2° giorno domenica 24 luglio
Nella mattinata sarà proposta la visita di un villaggio Cimbro e una bella e facile passeggiata all'interno della Foresta del Consiglio per ammirare i grandi faggi che la compongono e sperando di incontrare qualche cervo che vive in questi boschi. Ritornati all'Agriturismo, sarà possibile pranzare o fare semplicemente uno spuntino (libero).
Verso le ore 15 avrà inizio il viaggio di ritorno a Mantova.
Accompagnatori: Sandro Zanellini cell. 335-6488927C
Carlo Borghi cell. 338-9769840
LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE comprende: viaggio in pullman GT - pernottamento, cena e prima colazione presso il Centro Caseario del Consiglio.
Prenotazione entro il 30 giugno.
