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29 MAGGIO 2011 - TRA LE ALPI OROBIE

Cornello dei Tasso - Val Taleggio

Le alpi Orobie Le Alpi Orobie (o, più semplicemente Orobie) sono una sottosezione delle Alpi e Prealpi Bergamasche. La vetta più alta è il Pizzo Coca che raggiunge m. 3.052. Sono limitate a nord dalla sponda meridionale della Valtellina inferiore che dal passo d'Aprica si spinge in direzione ovest sino all'insenatura di Piona, all'estremità sett. del lago di Como.





Le alpi Orobie IL SOTTILE FASCINO DEL CORNELLO DEI TASSO
Cornello dei Tasso, in Valle Brembana, è luogo di origine della famiglia di Torquato Tasso; uno dei borghi più belli d'Italia, una delle località bergamasche dove meglio si è conservata la struttura urbanistica ed architettonica medioevale. Un tempo era al centro dei commerci che si svolgevano con la Valtellina lungo la Via Mercatorum, la più antica strada della Valle Brembana, ed era sede di un importante mercato. Sul finire del Cinquecento la sua fortuna cominciò a declinare in seguito alla costruzione, nel 1592, da parte della Repubblica di Venezia, della nuova strada, la Priula. che correva sul fondovalle, alquanto discosta dal Cornello.
Il borgo che in tal modo rimase piuttosto isolato e andò via via perdendo l'importante funzione di accordo tra la media e l'alta Valle Brembana che aveva svolto fino a quel momento. Il secolare isolamento ha favorito la conservazione dell'originario tessuto urbanistico che è caratterizzato dalla sovrapposizione di quattro diversi piani edificativi.



Le alpi Orobie VAL TALEGGIO
Qualcuno un giorno ebbe a definire la Val Taleggio come la "piccola Svizzera Bergamasca". Forse perchè questo angolo della montagna Bergamasca è particolarmente verde, dolce ed accogliente. Il comune di Taleggio raggruppa le localita' di Sottochiesa, Pizzino, Olda e Peghera. La soleggiata esposizione dei borghi lungo i declivi conferisce al paesaggio note d'inconfondibile dolcezza alpina, tali da giustificare l'appellativo di "piccola Svizzera". A Taleggio sono tipici gli edifici con i tetti a forte pendenza, ricoperti da pietre sovrapposte a gradini.

Il torrente Enna, che raccoglie le acque di tutto il bacino, scende tortuosamente a valle aprendosi il varco tra i ripidi precipizi, a margine dei quali scorre la strada di collegamento con San Giovanni Bianco, detta appunto dell'orrido di Taleggio.



Le alpi Orobie PROGRAMMA
Partenza ore 07.00 dal parcheggio antistante lo stadio in pullman
Da Bergamo, superata S. Pellegrino Terme, si percorrerà la Val Brembana fino ad arrivare a S. Giovanni Bianco. Dalla strada statale, percorrendo un tratto dell'antica strada lastricata, la "Via Mercatorum", in 10/15 minuti si sale all'antico borgo di Cornello dei Tasso-Camerata, uno dei "Borghi più belli d'Italia"; un interessante paese abbarbicato su un'altura a strapiombo sulla valle del fiume Brembo.
All'arrivo nel Borgo, saremo accolti da una guida locale che ci illustrerà la storia del Borgo stesso e ci accompagnerà per la visita dell'interessante Museo locale dei Tasso. Molto importante è la visita di questo borgo, in quanto il suo isolamento lo ha preservato dall'invasione urbanistica e recentemente è stato perfettamente restaurato. Inoltre la sua storia è molto interessante, se non altro per aver ospitato Torquato Tasso, l'autore della "Gerusalemme liberata", la cui famiglia è diventata famosa per aver creato nella valle Brembana uno dei primi servizi postali in Italia.

Al termine della visita di Cornello, sempre guidati dalla stessa guida, percorreremo a piedi il tratto terminale della "Via Mercatorum" per raggiungere, in circa 30 minuti, un altro interessante borgo antico: Oneta, dove si trova la casa di Arlecchino, la  famosa maschera bergamasca della Commedia dell'Arte.
Sottostante la casa di Arlecchino si trova la "Locanda di Arlecchino" dove sarà possibile per chi lo desidera fare (libero) uno spuntino o un pranzo completo. Chi non desidera pranzare alla Locanda, può benissimo consumare liberamente il proprio pic-nic all'esterno del locale. Nel pomeriggio, percorrendo una strada spettacolare, attraverseremo uno stretto canyon che sale in Val Taleggio. Faremo un giro ad anello, di una trentina di km. Si salirà a Olda e quindi raggiungere Gerosa per una sosta che ci permetterà di recarci a visitare il vicino Santuario Mariano della Madonna della Foppa. Al termine si riprenderà il nostro pullman per scendere in la Val Brembilla e rientrare poi sulla statale della Val Brembana in località Cedrina, poco prima di Bergamo.

Le origini di Arlecchino Le origini di Arlecchino 
La maschera di Arlecchino ha origine dalla contaminazione di due tradizioni: lo Zanni bergamasco da una parte, e "personaggi diabolici farseschi della tradizione popolare francese", dall'altra. La carriera teatrale di Arlecchino nasce a metà del cinquecento con l'attore di origine bergamasca Alberto Naselli noto come Zan Ganassa che porta la commedia dell'arte in Spagna e Francia sebbene fino al 1600 - con la comparsa di Tristano Martinelli - la figura di Arlecchino non si possa legare specificatamente a nessun attore.

L'origine del personaggio è invece molto più antica, legata com'è alla ritualità agricola: si sa per certo, infatti, che Arlecchino è anche il nome di un demone ctonio, cioè sotterraneo. Già nel XII secolo. Orderico Vitale nella sua Historia Ecclesiastica racconta dell'apparizione di una familia Herlechini, un corteo di anime morte guidato da questo demone/gigante.; e allo charivari sarà associata la figura di Hellequin. Un demone ancora più noto con un nome che ricorda da vicino quello di Arlecchino è stato l' Alichino dantesco che appare nell'Inferno come capo di una schiatta diabolica.

Le alpi Orobie GEROSA E IL SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA FOPPA
Il nome Gerosa deriva secondo alcuni dal latino 'gerere rosam', 'portare la rosa', come simbolo di una primavera precoce. Caratteristiche di Gerosa sono la bellezza e la tranquillità dell'ambiente naturale e, in sintonia con esse, gli elementi architettonici tipici di una tradizione rurale e contadina, della quale rivelano la storia e i costumi. Si pensi alla 'Valle dei Mulini', testimonianza di una presenza rispettosa dell'uomo nell'ambiente, per l'armonia con la quale il patrimonio edilizio esistente vi si inserisce creando spettacolare attrattiva. Ne è esempio la contrada Mulino: un insieme di antichi casolari ristrutturati e in parte abitati, raggiungibili ancora oggi tramite un caratteristico percorso pedonale, che solca il torrente omonimo e un ruscello suo affluente con due esemplari antichi ponti in pietra e prosegue per boschi e prati fino al Santuario Mariano della 'Madonna della Foppa'. 
Il Santuario Madonna della Foppa presenta una struttura architettonica semplice e lineare, meta di pellegrinaggio di residenti e villeggianti; si erge in una suggestiva valletta e si raggiunge scendendo lungo un sentiero, che diviene, nei pressi del Santuario, gradinata in ciottoli, recentemente messa a nuovo. Venne fondato intorno al 1580 in seguito alla visione della Madonna avuta da due pastorelle e al miracoloso scaturire di una fonte, la quale zampilla tutt'oggi in una piccola fontanella.

Accompagnatori: Sandro Zanellini cell. 335-6488927
Carlo Borghi cell. 338-9769840
LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE comprende il viaggio in pullman, gli ingressi al Museo dei Tasso e alla casa di Arlecchino e il servizio di guida turistica locale.