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DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012 - APPENNINO REGGIANO

Votigno (La Casa del Tibet) - Castello di Canossa
Castello di Rossena - Torre di Rossena





Un po' di buddismo fra la nostra storia medioevale

Partenza ore 07.30 dal parcheggio stadio
Superata Reggio Emilia, raggiungiamo Vezzano sul Crostolo da dove, poco prima del Paese, si sale a Pecorile. Superato questo borgo, salendo ancora in quota, si arriva a Votigno, sede della "Casa del Tibet". Visitato questo piccolissimo borgo medioevale, si supera un piccolo passo da dove si gode uno stupendo panorama sui ruderi del Castello di Canossa. Si scende ora fino a raggiungere questo castello, parcheggiando il bus nei pressi di un ristorante. In questo ristorante è possibile consumare un pranzo completo a base di specialità locali (libero e da prenotare all'arrivo), oppure anche solo uno spuntino con affettati veramente ottimi. Si sale in circa 10 minuti ai ruderi del castello dove, visitato il locale museo, alcune guide ci condurranno per la visita guidata del castello stesso. Alla fine si ridiscende al parcheggio per consumare il pranzo prenotato. Nel primo pomeriggio si scenderà a Rossena per visitare il locale castello. Però prima di scendere a Rossena si farà una breve digressione per recarci a visitare un altro piccolo borgo medioevale recentemente ristrutturato: Vercallo.



LA CASA DEL TIBET - VOTIGNO DI CANOSSA (RE)
La Casa del Tibet, nata nel Marzo del 1990, sotto gli auspici del Dalai Lama, è un Centro Culturale senza scopi di lucro con sede a Votigno di Canossa (RE). Fondata dal medico reggiano Stefano Dallari, autore del libro "Pianeta Tibet" e "Sorridere con l'Anima", offre luoghi per la meditazione e spazi per seminari , corsi etc.: tutto nella verde cornice delle colline reggiane e fra le antiche mura di un affascinante borgo medioevale, ristrutturato in anni di paziente lavoro da artigiani e volontari di ogni parte del mondo.

A Votigno vivono due famiglie tibetane, quella di Nawang Dhundup, musicista e flautista e quella del pittore Tashi Tsering Lama, considerato, a livello internazionale, uno dei maggiori esperti di pittura sacra tibetana: si deve alla sua arte il bellissimo tempio tibetano al centro del borgo, a pochi passi dalla chiesetta dedicata a San Francesco d'Assisi. Scopo del Centro è preservare e far conoscere la millenaria cultura tibetana, attivare un dialogo fra tutte le culture del mondo e portare un aiuto concreto alla popolazione tibetana, specialmente per l'educazione dei bambini.

La Casa del Tibet organizza da anni Mostre, in Italia e all'estero, per far conoscere il fascino della cultura tibetana e diffondere il prezioso messaggio di pace e di non violenza del Dalai Lama, del suo popolo e del Mahatma Gandhi . È aperta ad ogni iniziativa e collaborazione e tutti quelli che desiderano portare il loro contributo d'idee o di lavoro sono benvenuti. Il Museo del Tibet a Votigno: è possibile anche visitare il Museo del Tibet inaugurato dal Dalai Lama il 25 Ottobre 1999 dopo la sua sosta a San Polo d'Enza di Reggio Emilia dove ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria dei 23 Comuni Matildici.

Realizzato con oggetti rari ed originali della cultura, della religione e della vita quotidiana del Tibet, raccolti in anni d'appassionata ricerca, il Museo ha, al suo interno, anche uno spazio dedicato alla cultura e alla religione dell'India e alla figura del Mahatma Gandhi, la cui statua in Marmo troneggia al centro del borgo. E' gestito dalla Fondazione Votigno di Canossa, nata nel Settembre del 2000 per realizzare progetti culturali e umanitari. Il fotografo Fosco Maraini, scomparso nel Giugno del 2004, ha contribuito alla creazione del Museo, donando la collezione delle foto scattate in Tibet durante le spedizioni di Giuseppe Tucci nel 1937 e nel 1948. Il Museo è aperto la domenica pomeriggio, con visite guidate e su appuntamento per gruppi e scolaresche.



IL CASTELLO DI CANOSSA
Un eccellente posizione strategica, in cima ad una rupe di arenaria, ha reso importante questo castello fin dai tempi più remoti. Verso la metà del X secolo Azzo Adalberto impiegò gran parte delle sue ricchezze per rendere più munito e resistente il castello (che fu assediato nel 953 dai Longobardi di Re Berengario) e per edificare il tempio dedicato a Sant'Apollonio. Canossa divenne il centro fortificato del potere feudale degli Attonidi, la potente fanìmiglia di origine Longobarda che, con la contessa Matilde svolse un ruolo centrale nella storia europea al tempo della lotta tra Impero e Papato. Risale a Matilde il periodo di maggiore splendore di Canossa. L'immagine più famosa legata alla storia del castello è quella dell'imperatore Enrico IV, supplice ai piedi del castello, in attesa di essere ricevuto da Papa Gregorio VII. .

Enrico IV cercò di vendicarsi pochi anni dopo portando contro Matilde un potente esercito. Lo scontro, favorevole alla contessa, ebbe luogo in una vicina località dove fu poi edificata una chiesetta, tuttora esistente, chiamata, appunto Madonna della Battaglia. Nel 1115 con la morte di Matilde per il castello inizia il declino, segnato dalla distruzione del 1255 ad opera del comune di Reggio e del 1557, anno in cui Ottavio Farnese, alla guida di cinquemila fanti e ottocento cavalieri, demolì la rocca a cannonate. Nel 1878 lo stato italiano acquistò i ruderi del castello dichiarandolo monumento nazionale. Le devastazioni degli uomini e del tempo, aggiunte a fenomeni franosi, hanno conservato, del potente castello di Matilde, solo le tracce delle mura meridionali e della cripta del tempio di Sant'Apollonio. Un museo, completamente ristrutturato da recenti interventi, conserva reperti e testimonianze provenienti dagli scavi archeologici, in particolare un prezioso fonte battesimale del XII secolo, e propone un nuovo allestimento a carattere didattico con una saletta multimediale. Inaccessibile per alcuni mesi per lavori di restauro, il castello riaperto al pubblico nella seconda metà dell'anno 2000, con la tradizionale chiusura al lunedì.

CASTELLO DI ROSSENA
Nel borgo di Rossena si trovava un possente castello, forse tra tutti il più bello e meglio conservato dell'intera area matildica. Esso sorge su una rupe vulcanica dal particolare colore rossiccio dalla quale si domina un paesaggio unico e irripetibile, che abbraccia un ampio tratto della pianura e della dorsale appenninica Tosco-emiliana.

Nel secolo XI esso apparteneva a Bonifacio di Canossa, e nel XIII secolo fu incamerato dai Da Correggio che lo tennero fino al 1612, quando passò al ducato di Parma e nella prima metà del XIX secolo ospitò la duchessa Maria Luigia d'Austria, allora signora di queste terre. Parte della costruzione risale al X secolo: si tratta del mastio, tipologicamente simile alla vicina torre di Rossenella e con essa probabilmente destinato alla difesa del castello di Canossa posto più a monte.

Esso mantiene invariato il proprio ruolo militare fino alla seconda metà del secolo XVIII, periodo nel quale fu trasformato in residenza; testimoniano questo passaggio le iscrizioni e l'apparato decorativo rinvenuti in alcuni ambienti in occasione del recente restauro. L'immagine austera del complesso fortificato è dovuta soprattutto al susseguirsi delle cinte murarie: la prima da cui tuttora si erge la parte rimasta del mastio, delimitata dalla piazza d'Armi; la seconda cinta con alte cortine murarie, realizzata per la difesa piombante e la terza con i bastioni, memoria dell'avvento delle artiglierie. Il castello si sviluppa principalmente su tre livelli: la quota della "sala d'Armi" comprendente le prigioni, la sala d'Armi, il refettorio e la cisterna, collegati tra loro da percorsi irregolari di scalini in pietra e laterizio.

La quota "piazza d'Armi" comprendente il nucleo originario del sistema difensivo, con la piazza delimitata a nord ed ad est dall'edificio. Gli ambienti che si sviluppano a questo livello sono ampi ed è riconoscibile l'ambiente interno del mastio al quale si accede attraverso un portale risalente al XIX secolo costruito in laterizio. In numerose sale, dopo in recente restauro, sono state rinvenute decorazioni su intonaco risalenti alla seconda metà del 1700. Il terzo livello, al quale si accedeva attraverso un passaggio ricavato nella muratura del mastio è meno ricco di testimonianze fatta eccezione del portale in pietra che conclude il passaggio verticale sopraccitato.

Dirimpetto a Rossena, sorge isolata la quadrangolare Torre di Rossenella, su un picco roccioso che domina l'oasi di Campotrera, a conferma del gran sistema difensivo che circondava il più importante castello di Canossa. Essa costituisce, oggi, uno dei manufatti più interessanti dell'Appennino Reggiano perché, non alterata da successive integrazioni murarie riesce a denunciare la sua connotazione originaria.

Immediatamente a valle della rocca, nel suo fianco orientale, è situato l'omonimo borgo, costituito da una duplice schiera di fabbricati eretti a lato della strada maestra; le molteplici ristrutturazioni non hanno impedito la conservazione di qualche traccia delle originarie vecchie costruzioni: si segnala una casa a torre capitozzata e un frammento di paramento murario realizzato con la tecnica medievale dei blocchi di pietra disposti in corsi paralleli.