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FRIULI VENEZIA GIULIA: PALMANOVA - AQUILEIA - GRADO
DOMENICA 15 LUGLIO 2012

Il Friuli-Venezia Giulia è una regione a statuto speciale dell'Italia nord-orientale di 1.235.363 abitanti, con capoluogo Trieste. La regione sorge in parte delle terre occupate in epoche passate dal Patriarcato di Aquileia che fu nell'età medievale uno degli stati più estesi ed importanti dell'Italia settentrionale. Il patriarcato di Aquileia si dotò, molto precocemente, di una propria Costituzione e di un Parlamento, ritenuto, da alcuni studiosi, il più antico d'Europa.
Il Friuli-Venezia Giulia raggiunge l'attuale conformazione nel dopoguerra. Il 10 febbraio 1947, alla fine della seconda guerra mondiale, l'Italia, sconfitta, aveva firmato a Parigi il Trattato di Pace con le potenze alleate vincitrici, perdendo gran parte della Venezia Giulia. Il 15 settembre 1947 era stato istituito il Territorio libero di Trieste (TLT), diviso in due zone. Il Territorio libero di Trieste era destinato a costituire un nuovo stato sotto il diretto controllo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il progetto, avversato sia dall'Italia che dalla Jugoslavia, non riuscì però a realizzarsi. Il 26 ottobre 1954 la zona A del TLT ritornò all'Italia; la zona B restò invece alla Jugoslavia. Lo Stato italiano decise, nel 1963, di unire la parte del Territorio Libero di Trieste, assegnato all'Italia, al Friuli, formato all'epoca dalle sole province di Udine e Gorizia (la Provincia di Pordenone sarà istituita solo nel 1968 per distacco dalla Provincia di Udine), fornendo anche una certa autonomia alla nuova regione, che, oltretutto, era situata in prossimità della Cortina di ferro.
La scelta di Trieste come capoluogo regionale fu fatta per dare alla città giuliana, privata dei propri tradizionali mercati di sbocco e della propria zona di influenza fin dalla fine della prima guerra mondiale e del proprio immediato entroterra subito dopo la seconda, un ruolo amministrativo importante.
PROGRAMMA
Partenza ore 06.00 dal parcheggio stadio
Con l'autostrada si arriva direttamente a Palmanova, città fortezza costruita dai veneziani nel 1593, è chiamata la città stellata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte.
Al termine di questa visita ci si trasferisce ad Aquileia, una delle città più importanti dell'impero romano, per una visita guidata. Per il pranzo (libero) si raggiungerà il caratteristico borgo marinaro di Grado che si trova su di un isola collegata alla terraferma con un lungo ponte, dove sarà possibile gustare un menu a base di pesce.
Nel pomeriggio, all'ora stabilita, avrà inizio il viaggio di ritorno a Mantova.
Prenotazioni entro il 1 luglio 2012.
PALMANOVAPalmanova è un comune italiano di 5.396 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia.
Città fortezza costruita dai veneziani nel 1593, è chiamata la città stellata per la sua pianta poligonale a stella con 9 punte. Dal 1960 è monumento nazionale.
LA STORIA
Nel 1521 la Repubblica di Venezia stipulò con l'Austria il Trattato di Worms, ponendo fine ad una lunga e logorante guerra che era costata alla Serenissima la fortezza di Gradisca (1511).
Il Trattato di Worms stabilì dei confini piuttosto anomali, a "macchia di leopardo", con enclavi veneziane situate all'interno dei territori assegnati agli Asburgo e possedimenti austriaci individuati nel cuore del territorio veneziano, determinando una situazione di forte instabilità e ambiguità nei confronti dello storico nemico della Serenissima. In questo clima di incertezza e di preoccupazione per l'integrità territoriale veneziana, il Senato della Repubblica decise la costruzione di una fortezza, in un punto vicinissimo al confine con gli Asburgo, in una lingua del territorio compreso tra Udine e Marano (città fortificate in mano a Venezia) incuneato in territorio austriaco. Il 7 ottobre 1593 venne posata la prima pietra per la costruzione della nuova fortezza e Marc'Antonio Barbaro fu nominato primo Provveditore Generale di Palma.
Durante il periodo veneto la fortezza fu dotata di due cerchie di fortificazioni con cortine, baluardi, falsebraghe, fossato e rivellini a protezione delle tre porte d'ingresso alla città. Palmanova fu concepita soprattutto come macchina da guerra: il numero dei bastioni e la lunghezza dei lati furono stabiliti in base alla gittata dei cannoni del tempo.
Dopo la pace di Campoformio Palmanova ritornò nuovamente agli austriaci che la tennero per qualche anno; nel 1805 i francesi rioccuparono la città stellata e in questo periodo fu realizzata la terza cerchia di fortificazioni con le lunette napoleoniche.
Nel 1866 Palmanova venne annessa al Regno d'Italia. Durante la Prima guerra mondiale la fortezza fu centro di smistamento e rifornimento per le truppe sull'Isonzo, nonché sede di ospedale da campo; dopo la rotta di Caporetto Palmanova fu incendiata dalle truppe italiane in ritirata. Con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1960 Palmanova fu proclamata "Monumento Nazionale".
AQUILEIA: Colonia romana fondata nel 181 a.C.Aquileia è un comune italiano di 3.503 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Colonia romana fondata nel 181 a.C., fu capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana. Insieme con Ravenna è il più importante sito archeologico dell'Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli. Dal II secolo a.C. al II secolo d.C
come colonia di diritto latino da parte dei triumviri romani Lucio Manlio Acidino, Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio mandati dal Senato a sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali d'Italia, la città dapprima crebbe quale base militare per le campagne contro gli Istri, e contro vari popoli, fra cui i Carni e poi per l'espansione romana verso il Danubio.
I primi coloni furono 3000 fanti seguiti dalle rispettive famiglie provenienti dal Sannio, per un totale di circa 20.000 persone, a cui hanno fatto seguito dei gruppi di Veneti.
Dall'origine di base militare deriva la forma quadrilatera del presidio, divisa dal cardine massimo, l'attuale via Giulia Augusta, e dal decumano massimo. Pacificata e romanizzata la regione, la città, municipio dopo l'89 a.C. si ingrandì in fasi successive, come attestano le diverse cinte murarie. Divenne centro politico-amministrativo (capitale della X Regione augustea, Venetia et Histria) e prospero emporio, avvantaggiata dal lungo sistema portuale e dalla raggiera di importanti strade che se ne dipartivano sia verso il Nord, oltre le Alpi e fino al Baltico ("via dell'ambra"), sia in senso latitudinale, dalle Gallie all'Oriente. Fin da tarda età repubblicana e durante quasi tutta l'epoca imperiale Aquileia costituì uno dei grandi centri nevralgici dell'Impero Romano.
Notevole fu la vita artistica, sostenuta dalla ricchezza dei committenti e dall'intensità dei traffici e dei contatti.
GRADO: L'ISOLA DEL SOLE
Le mura della città vecchia raccontano di un passato lontano che si intreccia con quello di Aquileia e di Venezia. Della prima fu porto marittimo, rifugio e infine rivale. Della seconda "madre" in senso storico e religioso, avendole trasmesso il prestigioso titolo patriarcale.
Nel V e VI secolo le ricorrenti minacce barbariche trasformarono l'abitato in fortezza. All'interno del castrum trovarono rifugio i vescovi di Aquileia che eressero quelle splendide chiese che ancora oggi caratterizzano il centro storico. Superati i mirabili resti della Basilica della Corte, Campo Patriarca Elia ci regala il lato sud del Duomo (Basilica di S. Eufemia) affiancato dal campanile medioevale sulla cui sommità svetta l'inconfondibile Angelo segnavento, dono veneziano e simbolo, ormai, di tutta la comunità di Grado.
IL CENTRO STORICO
Basta alzare lo sguardo per scoprire le origini millenarie e la vera anima di Grado tra dettagli architettonici, iscrizioni latine, frammenti scultorei, belle case medioevali e gli originali camini, marchio inconfondibile di fantasiosi manovali. Al centro dell'antico castrum, nel Campo dei Patriarchi, sorge la triade dei mirabili edifici paleocristiani: la Basilica di S. Eufemia, il Battistero e la Basilica di S. Maria delle Grazie.
LE BASILICHE
Grado antica è tutt'ora viva nel suo cuore nobilissimo, nei suoi più illustri edifici sacri, stupendamente conservati e minuziosamente restaurati. Spiccano la Basilica di Sant'Eufemia, la Basilica di Santa Maria delle Grazie, la Basilica della Corte il Battistero e il Lapidarium.
IL SANTUARIO DI BARBANA
Dallo squero, da ogni molo e riva della laguna è visibile il Santuario dell'Isola di Barbana. Meta suggestiva, frequentata da turisti e pellegrini. Eretto nel 582 per volontà del patriarca Elia, è un'oasi immersa nel fitto della vegetazione e della pace lagunare. Dal 1237, anno in cui Grado venne salvata dalla peste per intercessione della Vergine, l'Isola è la protagonista, ogni prima domenica di luglio, della processione lagunare del "Perdon de Barbana".
