Agenzia Mantegna Viaggi

DOMENICA 14 OTTOBRE - VENETO

Piazzola sul Brenta: Villa Contarini
Parco Colli Euganei: Sant. S. Maria del Monte
Teolo - Abbazia di Praglia e Arquà Petrarca





PROGRAMMA
Partenza da Mantova alle ore 07.00 dal parcheggio stadio con pullman
Con l'autostrada MN-VR-VI-PD con uscita a Grisignano, si raggiunge, in un paio d'ore, Piazzola sul Brenta dove si trova la grandiosa Villa Contarini, considerata la più imponente del Veneto.

Parcheggiato il bus di fronte al Duomo (interessante farne una visita) si raggiungerà a piedi l'ingresso di Villa Contarini. In circa un'ora si visita la villa con guida, al termine si riprende il bus e si raggiungerà il Parco Regionale dei Colli Euganei. Raggiunto il paese ti Teolo, si salirà sempre con il nostro bus al Santuario di Santa Maria del Monte, sito su un colle in bella posizione panoramica.
Al termine della visita di questo singolare luogo di culto, ed essendo ormai l'ora di pranzo, si farà una sosta poco sotto il Santuario, al Passo Fiorine dove sarà possibile consumare un pranzo tipico (libero e da prenotare all'atto dell'iscrizione alla gita) presso la "Baita Passo Fiorine. Chi non desidera pranzare alla baita, può consumare il proprio spuntino sui prati circostanti.

Dopo il pranzo, ridiscesi a Teolo, si raggiungerà la vicina e grandiosa Abbazia di Praglia, visitabile solo dall'esterno perché sempre chiusa. In seguito ci si trasferirà ad Arquà Petrarca, la città dove il grande e sommo poeta Francesco Petrarca visse dal 1370 fino alla morte nel 1374. Al termine avrà inizio il viaggio di ritorno a Mantova.



PIAZZOLA SUL BRENTA - VILLA CONTARINI
Villa Contarini, Camerini è una delle più grandi ville venete. Di aspetto barocco, è situata a sfondo della piazza principale di Piazzola sul Brenta (Padova), porticata e semicircolare. Nel 1546 Paolo e Francesco  Contarini fecero costruire il corpo centrale della villa. Il nucleo centrale, che si deve probabilmente all'architetto Andrea Palladio, fu successivamente inglobato nell'ampliamento della fine del Seicento voluto da Marco Contarini, dando al complesso l'attuale aspetto barocco. Sul retro della villa è situato un vasto parco di oltre 40 ettari con peschiere, laghi e viali alberati. STORIA: Piazzola, possedimento del comune di Vicenza fino al 1268, era un tempo difesa da un castello in origine della famiglia Dente, poi dei Belludi e quindi, dopo l'arrivo dei Padovani, dei Carraresi.

Successivamente, il fortilizio fu tra i beni portati in dote da Maria di Jacopo da Carrara al marito Nicolò Contarini, patrizio veneziano. Il nucleo centrale della villa fu realizzato inglobando proprio l'antico castello, come dimostrano tutt'oggi i resti del sedime e una mappa del 1608, in cui compaiono tre fossati con funzioni difensive. La magniloquente apparenza barocca con cui si presenta oggi villa Contarini è con buona probabilità il risultato della trasformazione seicentesca di una villa realizzata da Andrea Palladio negli anni 1540 per Paolo Contarini e i suoi fratelli. La cappella privata della villa è una delle principali opere di Tommaso Temanza. Una mappa del 1788 documenta che a quella data esisteva già l'emiciclo di portici che delimita la grande piazza, di cui è oggi sopravvissuta l'ala destra. Dopo un lungo periodo di abbandono nel secondo dopoguerra, dal 1970 la villa fu aperta al pubblico, grazie ai restauri promossi e sostenuti da Giordano Emilio Ghirardi e alla tutela dell'Ente Ville Venete (oggi Istituto Regionale).

L'intero complesso è stato acquisito nel 2005 dalla Regione Veneto, attualmente impegnata in un'importante attività di valorizzazione di questo rilevante patrimonio culturale. Accanto alle consuete attività volte a far conoscere l'intero complesso architettonico e paesaggistico, con il ricco apparato decorativo che li caratterizza, attraverso visite guidate e attività educative, l'impegno alla valorizzazione della villa si concretizza anche nel vedere in essa non solo un museo di se stessa ma un suggestivo luogo della contemporaneità in cui allestire esposizioni d'arte di interesse regionale e nazionale. Piazzola s/Brenta è nota anche per aver dato i natali ad Andrea Mantegna nel 14



TEOLO - Il Santuario Monte della Madonna
Di origine molto antica, a 526 metri sulla cima del secondo colle per altezza degli Euganei, in invidiabile posizione panoramica a dominare l'alta pianura veneta, il complesso monastico è attestato fin dal 1200.

Antica meta di pellegrinaggi alla ricerca di Dio nella preghiera e nella solitudine della vita eremitica, la chiesa era in custodia al Clero Diocesano e alla Confraternita della Madonna del Monte fino al 1508 quando Papa Giulio II l'affida ai monaci di Praglia. La cura continuò per opera della Confraternita della Madonna del Monte, in seguito Confraternita di San Rocco. Nel 1510 venne costruita la cappella (attuale presbiterio) e collocata la statua della Vergine risalente al 1350 che, probabilmente, si trovava nel Monastero di Praglia. Venne portata sul Monte dopo l'unione al Monastero.

La Confraternita di San Rocco provvide, nel corso del 1600, ad arricchire la chiesa con un altare dedicato al proprio patrono, sovrastato da un dipinto del pittore padovano G.B. Bissoni.

L'altare maggiore è settecentesco, costruito da Francesco Zanini detto Magnagrande nel 1707. Custodi effettivi del santuario furono sempre gli "Eremiti", laici devoti alla Vergine, che rendevano conto all'Abate di Praglia. Soppresso il Monastero di Praglia con le riforme napoleoniche e poi ancora dallo stato italiano nel 1867, anche il Santuario ne seguì le sorti e fu abbandonato. Il Santuario Monte della Madonna venne solennemente riconsacrato il 6 giugno 1942 dal Vescovo di Padova.

Numerosi ed importanti furono gli interventi di restauro effettuati soprattutto negli anni sessanta del '900. Tra essi la riedificazione del chiostro e del monastero che portarono il complesso all'attuare fisionomia. Recenti gli interventi di restauro al tetto e al pavimento della chiesa.

ARQUÁ PETRARCA
Arquà Petrarca è un Borgo medievale che conserva immutato il fascino di un tempo ed è considerato la perla dei Colli Euganei. Abitato fin dai tempi romani, acquistò importanza dopo che Francesco Petrarca, sommo poeta della lingua italiana, desiderò trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella caratteristica serena quiete del luogo.

Il paese ne conserva la casa e la tomba con le spoglie. Il richiamo alla memoria del poeta favorì nei secoli successivi il sorgere di case e ville di molte famiglie venete, che costituiscono oggi un patrimonio artistico ed architettonico degno di essere visitato e rivisitato con religiosa attenzione. I recenti interventi, i cui sforzi sono stati finalizzati alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico, hanno dato i loro frutti ed oggi la Città di Arquà Petrarca è stata ammessa al ristretto club dei Borghi più Belli d'Italia ed ha ricevuto l'elezione a Bandiera Arancione del Touring Club. Oltre l'aspetto storico naturalistico sono stati fatti notevoli investimenti anche nella promozione dei prodotti locali in particolar modo dell'Olio che ha portato il Borgo ad aderire all'Associazione Nazionale dell'olio.

Così la descriveva il Petrarca:

"Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo"